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2008 |
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Nella trattoria della famiglia
Formica, dall'atmosfera sinceramente casalinga, si possono
gustare specialità culinarie dall'encomiabile rigore
stagionale nella scelta delle materie prime. In cucina
l'artefice è Sebastiano, mentre il fratello Giuseppe si
occupa del servizio. Nei giorni festivi, quando l'afflusso è
maggiore, a dare una mano ci sono la moglie di Sebastiano e
un paio di giovani camerieri.
Fra gli antipasti ricordiamo i finocchietti panati con la
mollica tostata, (frittata) con gli asparagi selvatici, u
friscaluto (un filoncino di pane condito con funghi e
pecorino), le lumache a stricasale, il salame e la nostrano,
le bruschette con paté di peperoncini, di olive o di
pomodoro di propria produzione. Seguono ottimi primi di
pasta fatta in casa quali taglierini col , tagliolini con
cime di sinàpa, asparagi e finocchietto,
, pasta marachesce con pomodoro crudo e salsiccia
sbriciolata e, in estate, maccheroncini con le lumache,
tagliolini coi peperoni, a base di limone e menta. Per
secondo potrete trovare , stinco di maiale al forno, o coi
fagioli, bistecca di cavallo all'aceto balsamico,
e altri appetitosi piatti di carne. Degna conclusione col
cannolo di ricotta fresca, i funciddi (biscotti secchi di
mandorle e nocciole) o il sorbetto di limone nei mesi più
caldi. Piccola scelta di vini siciliani dal buon rapporto
qualità-prezzo. |
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2007 |
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In una
stradina del paese montano di Buccheri, c'è la trattoria che
Sebastiano e Giuseppe Formica hanno aperto nel 1990,
trasformando un vecchio magazzino (un tipico dammuso) e
arredandolo con mobili e suppellettili da casa contadina
d'altri tempi. Molto frequentata nei giorni festivi, propone
una cucina legata ai cicli stagionali a base di buone
materie prime territoriali, comprese quelle dell'orto di
casa sapientemente manipolate da Sebastiano. Molti gli
antipasti: olive, pomodori secchi, gelatina di maiale,
salame di suino nero, ricotta, funghi, il piscirovu
(frittata) con gli asparagi o con la ricotta, il
finocchietto selvatico panato con la mollica abbrustolita,
il friscalutu (pane con funghi e scaglie di pecorino). Buoni
anche i paté di olive, di pomodoro e di peperoncino di
propria produzione. Gustose le paste fatte in casa:
tagliolini con cime di sinapa, asparagi e finocchietto
selvatici, taglierini col macco di fave novelle, pasta con
funghi freschi e zucchine, cavatelli e ravioli di ricotta
col sugo di maiale, tagliatelle con peperoni arrosto e
pomodoro, arricciata ca lumìa (un sughetto di limone e
menta). Sempre appetitosi lo stinco di maiale al forno, la
trippa al sugo o in bianco, il cosciotto di maiale con le
mandorle, l'agnello al forno con patate, le sostanziose
bistecche. Pressoché introvabili altrove gli spiedini di
pecora e la lattuchedda, ossia il sottopancia filettato di
vitello. Ai cibi si abbinano pochi ma appropriati vini
siciliani. Per finire, squisiti cannoli di ricotta e
funciddi, biscotti secchi di mandorle e nocciole. |
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2006 |
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2004
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Torniamo sempre con piacere in questa trattoria
dalla calda atmosfera di vecchia casa contadina, con il
camino, le credenze, i tavoli di legno che sanno davvero
di autentico. I fratelli Formica, Sebastiano ai fornelli e
Giuseppe in sala, la gestiscono dal 1990 proponendo una
cucina in sintonia con le stagioni, che recupera ricette e
sapori della tradizione rurale arricchiti con gusto ed
esperienza personali. Per cominciare ci sono gli
stuzzichini rustici, la frittatina di ricotta, le
bruschette coi paté di propria produzione alle olive, al
pomodoro, alla salsa piccante, e, in stagione, i porcini
all’olio. A proposito del pane, ne trovate un tipo
preparato col lievito naturale (u criscenti). Tra i primi
di pasta fatta in casa, ravioli di ricotta con sugo di
maiale, tagliolini con asparagi, finocchietto e cime di
sinàpa selvatici, taglierini col macco di fave novelle,
pasta marachesce a base di pomodoro crudo e salsiccia
sbriciolata. D’estate: tagliatelle coi peperoni, pasta
arricciata ca lumia e, fra i secondi, spiedini di pecora,
ossopiatto di cavallo al limone, trippa, lattuchedda di
vitello, salsiccia arrostita. Consueti nei mesi più freddi
sono il filetto ai funghi, lo stinco di maiale, l’agnello
al forno, il cosciotto di suino alle mandorle. Si finisce
coi cannoli di ricotta e coi biscottini secchi o, in
estate, col sorbetto al limone. Ristretta ma dignitosa
selezione di vini siciliani e, come digestivo, distillati
casalinghi.
2003
A 820 metri di altitudine, in una
lussureggiante area boschiva, Buccheri è il comune più alto
del Siracusano. In una viuzza nel cuore del paese, si trova
la trattoria dei fratelli Formica, Giuseppe in sala e
Sebastiano in cucina. Le preparazioni culinarie si basano
sulla stagionalità e la territorialità delle materie prime.
Per cominciare si può scegliere tra l’antipasto rustico
(formaggio pecorino, salame nostrano, olive, verdure di
stagione arrostite) e l’insalata di arance siciliane.
Primi
piatti abituali sono i cavati ro picuraru con salsiccia e
ricotta, i ravioli al sugo imbottiti di ricotta, l’aslan
(una pasta fresca lavorata col peperoncino) condita con la
rucola o, in estate, coi peperoni. Tagliatelle e taglierini
casalinghi vengono di volta in volta insaporiti con gli
asparagi e i sinapèddi selvatici, con le favette, coi funghi
porcini.
Nei mesi caldi, altre paste tipiche del locale sono
l’arricciata ca lumia (ossia col succo di limone) e la
marachesce che è una salsa di pomodoro ciliegino e salsiccia
sottilmente tritata.
Nella varietà dei secondi, tutti di
carne, buoni il sottopancia sfilettato di vitello (lattuchedda),
la bistecca di cavallo all’aceto balsamico, la trippa coi
fagioli, il cosciotto di maiale alle mandorle, il cinghiale
arrosto, le polpette accucciate con foglia di limone.
Per dessert, squisiti cannoli di ricotta, biscotti secchi ai
fichi o estivi buoni sorbetti artigianali all’arancia e al
mandarino. Poche bottiglie di vini isolani e, come
digestivo, liquori fatti in casa all’alloro, al sambuco,
alla mela cotogna.
2002
Qualche
cambiamento in questa simpatica
osteria di Buccheri, il paese più alto
della provincia di Siracusa - siamo
a 820 metri di altezza, uno di
quelli che più hanno mantenuto
salde le tradizioni del folclore e
della gastronomia dell'entroterra siciliano.
Sebastiano
Formica uno dei tre soci della precedente
gestione, ha rilevato per intero il
locale, che conduce con l'aiuto del fratello Giuseppe.
La
cucina è rimasta quella tipica della
zona, anzi si è arricchita di nuovi piatti e
sempre più legata alle stagioni e alle offerte del
mercato, i prezzi poi sono addirittura diminuiti
,attestandosi -
per
un pasto medio- sulle 30 mila
lire.
Più
che un elenco completo di portate -
che, lo ribadiamo, variano spesso - citiamo
alcuni piatti che sono un pò il simbolo del
locale. Si apre con un'ottima Gelatina
o con una bruschetta alla ricotta ,
per passare a una zuppa o a un
piatto di pasta rigorosamente fatta
in casa: dagli invernali Ravioli di
Ricotta
alla primaverile Pasta
con le Fave dai maccheroni
alla Norma ai Riccioli al Limone,
dai tagliolini con gli asparagi selvatici
ai Cavati
do Picuraru.
Quando il bosco è generoso abbondano
i funghi, mentre tra i piatti di carne citiamo
gli Spiedini di Pecora
(pezzetti di pecora disossati e
lasciati macerare in vino e aromi), il cinghiale
, la trippa, la Lingua in Agrodolce,
il fegato e altre preparazioni " povere " del
mondo contadino. Infine i dolci, e
cioè biscottini da intingere nello Zibibbo
e, ogni tanto, una cassata siciliana, frutto del lavoro di
un pasticcere dei dintorni.
Una nota di
merito per l'ottimo olio di oliva dei monti Iblei.
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