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stefania carmisciano

28 Agosto 2019 at 3:44 pm

Lumache stricasale.

Sono Stefania, erano dieci anni che non mettevo piede in Sicilia ma ogni anno, almeno una volta l’anno, da ormai quasi cinquantanni, mangio le “lumache a stricasale”, cucinate da mio padre.
Per me, le lumache stricasale, sono una sua ricetta. Noi non le mangiamo come antipasto ma come la “nostra cena d’estate”, mia e di mio padre. innaffiate da vino rosso morbido affinato in botte e con qualche anno. Lui le cucina in modo sublime. La semplicità della ricetta e degli ingredienti è disarmante, ancor di più, la magia che si crea nell’attesa di gustarmi questo piatto. Non c’è niente che si avvicini a questo piatto per me, ne pranzo di Natale ne primizia ne dolce prelibato. Squisite.
Dicevo che erano dieci anni che non rientravo in Sicilia, l’ho fatto accompagnandomi da un nordico milanese che, da nordico milanese, si è subito prodigato ad informarsi su guide slow food. E siccome in casa Carmisciano le lumache stricasale sono una leggenda, appena vi ha trovato sulla sua guida del Gambero Rosso e ha trovato sul vostro menù, questa pietanza, mi ha subito informato.
Ho chiesto a mio padre spiegazioni: “ehi, che significa che questi fanno le nostre lumache?!” e lui con pazienza e un fil di fiato mi ha spiegato che era stato da voi una sera a cena, e di come si è ritrovato nella vostra cucina a cucinarle e a passarvi la ricetta.
Trovo sempre magnifico mio padre. Trovo magnifico che qualcuno cucini le nostre lumache stricasale.
Un abbraccio, buon lavoro e fortuna.
Stefania Carmisciano

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