Girodivite

U Locale di Buccheri

girodiviteSiamo tornati a U Locale il 14 agosto 2007. In città impazzava la XII edizione del MedFest – un festival “medievale” che i buccheresi hanno saputo coltivare e difendere tutti questi anni…
domenica 26 agosto 2007, di Redazione Cartamenù – 3367 letture
E’ vero, noi di “Cartamenù” siamo afflitti da una pigrizia congenita. Non scriviamo molto, non siamo afflitti dalla sindrome vorace del consumismo giornalistico. Non troverete qui esaltazioni numerose (pubblicità?) di luoghi o ristoranti. E’ vero, giriamo, abbiamo la fortuna rara di trovare ogni tanto qualche posto decente nella gran massa di locali finto-antichi che si aprono, e che scimmiottano il rustico toscaneggiante che tanto piace alla medio/alta borghesia nostrana. Ne scriviamo poco, ce ne scusiamo con i nostri lettori.

Lenti a scrivere, preferiamo assaporare con la certezza del gusto pieno, con la verità delle cose che sappiamo vere. Così, per parlare di U Locale di Buccheri, ci abbiamo messo quanto? dieci anni, quindici? Lo abbiamo visitato nel primo anno in cui è stato inaugurato in via Dusmet 14 a Buccheri. Tra i primi locali ad aderire allo Slow Food quando ancora Slow Food era una parola misteriosa e non era di moda. Poi, negli anni, lo abbiamo visitato più volte. Sempre entusiasti per la “tenuta” nel tempo di questo luogo gestito dai fratelli Formica, straordinari buccheresi che hanno fatto dell’amore della loro città e di questo posto un vero punto di riferimento per quanti amano sul serio la cucina e i sapori di queste terre.

Siamo tornati a U Locale il 14 agosto 2007. In città impazzava la XII edizione del MedFest – un festival “medievale” che i buccheresi hanno saputo coltivare e difendere tutti questi anni, cosa rara in Sicilia dove la maggior parte delle manifestazioni si fermano alla “prima”, per poi riprendere anni dopo, sempre con quell’aggettivo sconsolato: “prima” -. Ci siamo andati a pranzo, e ancora una volta l’esperienza della qualità e del buon gusto della cucina dei fratelli Formica ci ha fatto sussultare di piacere. Nonostante il clima festivo e massivo, che avrebbe indotto in altri ristoranti ad allentare la cura e la qualità, i nostri eroici ristoratori hanno saputo fare il miracolo: di un’offerta seria, oculata, di piatti straordinari per cura e bontà.

Abbiamo preso le bruschette – sapori straordinari – di primo le casarecce co sugu e a castiddana, di secondo il cinghiale arrustutu (buonissimo, cotto davvero come diocomanda!) per finire con quella meraviglia di sapori che sono stati i cacocciuli arrustuti. “Stuiativi u mussu” recita alla fine il menù dei fratelli Formica. E davvero alla fine c’era da nettersi le labbra soddisfatti.

Nel tavolo vicino a noi, Eugenio Bennato, che avrebbe dovuto quella sera tenere un concerto. Lui ha preso “a lattughedda”, un taglio di carne della pancia del vitello. Accidenti, non vediamo l’ora di tornare a U Lucale per assaggiare anche noi questo piatto che quel giorno abbiamo tralasciato di ordinare.

Osteria U Locale, via Dusmet 14, Buccheri – tel. 0931 873923

Il sito: U Locale. (Nota finale: anche il sito è aggiornato, cosa che non sempre accade ai ristoratori siciliani. Anche questo se si vuole è un’ulteriore testimonianza della cura che i fratelli Formica mettono in tutto quello che fanno)


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