Slow Food – Osterie d’Italia 2003

A 820 metri di altitudine, in una lussureggiante area boschiva, Buccheri è il comune più alto del Siracusano. In una viuzza nel cuore del paese, si trova la trattoria dei fratelli Formica, Giuseppe in sala e Sebastiano in cucina. Le preparazioni culinarie si basano sulla stagionalità e la territorialità delle materie prime.

Per cominciare si può scegliere tra l’antipasto rustico (formaggio pecorino, salame nostrano, olive, verdure di stagione arrostite) e l’insalata di arance siciliane.

Primi piatti abituali sono i cavati ro picuraru con salsiccia e ricotta, i ravioli al sugo imbottiti di ricotta, l’aslan (una pasta fresca lavorata col peperoncino) condita con la rucola o, in estate, coi peperoni. Tagliatelle e taglierini casalinghi vengono di volta in volta insaporiti con gli asparagi e i sinapèddi selvatici, con le favette, coi funghi porcini.

Nei mesi caldi, altre paste tipiche del locale sono l’arricciata ca lumia (ossia col succo di limone) e la marachesce che è una salsa di pomodoro ciliegino e salsiccia sottilmente tritata.

Nella varietà dei secondi, tutti di carne, buoni il sottopancia sfilettato di vitello (lattuchedda), la bistecca di cavallo all’aceto balsamico, la trippa coi fagioli, il cosciotto di maiale alle mandorle, il cinghiale arrosto, le polpette accucciate con foglia di limone.

Per dessert, squisiti cannoli di ricotta, biscotti secchi ai fichi o estivi buoni sorbetti artigianali all’arancia e al mandarino. Poche bottiglie di vini isolani e, come digestivo, liquori fatti in casa all’alloro, al sambuco, alla mela cotogna.


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